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Criptovalute negli Emirati dall'Italia: banca, licenza e fisco

Aggiornato 4 min di lettura
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Foto: Kanchanara / Unsplash
Indice10
  1. Criptovalute ed Emirati dall'Italia: banca, licenza e residenza fiscale
  2. Chi regola negli Emirati
  3. Cosa chiede la banca: la catena dell'origine
  4. Se la banca ha già fatto domande
  5. Imposte negli Emirati
  6. Quello che resta in Italia
  7. Documenti per una licenza
  8. Tempi
  9. Quando i soldi non entreranno
  10. Domande frequenti

Criptovalute ed Emirati dall'Italia: banca, licenza e residenza fiscale

La richiesta arriva in due versioni. Quella dell'investitore privato: «ho cripto-asset, voglio venderli e vivere a Dubai, come metto i soldi in banca?». E quella dell'imprenditore: «voglio aprire un exchange o un servizio di custodia, che licenza serve?». Entrambe condividono un ostacolo che non è la legge emiratina, abbastanza chiara, ma la banca: accetta solo fondi con una storia di origine tracciabile. Ed entrambe condividono una trappola che non sta a Dubai ma in Italia: la residenza fiscale che non si perde comprando un biglietto.

Chi regola negli Emirati

  • VARA a Dubai, escluso il DIFC.
  • SCA, il regolatore federale, per gli altri emirati e le questioni federali.
  • FSRA in ADGM, la zona finanziaria di Abu Dhabi, con regime proprio.
  • DFSA nel DIFC, con regime proprio.

Il regime dipende da dove si registra la società e da cosa fa: scambio, custodia, intermediazione, consulenza, emissione di token. Vendere i propri asset come privato non richiede licenza; la licenza serve per operare per conto di terzi. Requisiti, tempi e costi variano tra i regolatori e cambiano; li confermiamo alla data attuale per la vostra attività.

Cosa chiede la banca: la catena dell'origine

Per ogni importo rilevante, una catena documentata:

  • Estratti e storico delle operazioni dalle piattaforme, con account verificato a vostro nome.
  • Indirizzi dei wallet e prova che li controllate.
  • L'origine del denaro fiat con cui gli asset sono stati comprati: stipendio, vendita di un immobile, redditi d'impresa, con documenti.
  • Per operazioni fuori piattaforma, il contratto e una controparte identificabile.
  • Le dichiarazioni dei redditi italiane in cui gli asset sono stati dichiarati.

Si raccoglie prima di rivolgersi alla banca. Consegnarla a pezzi quando la banca chiede viene letto come non avere una storia. La banca verifica anche il percorso degli asset: passaggi per mixer, piattaforme sanzionate o indirizzi listati sono motivo di rifiuto a prescindere dal vostro profilo personale.

Se la banca ha già fatto domande

  • Non spostate asset o fondi «su un altro conto finché si chiarisce». Il movimento viene registrato.
  • Chiedete per iscritto quali operazioni e quali documenti vuole la banca.
  • Costruite la catena per ogni operazione e rispondete con un unico pacchetto.
  • Se il conto è bloccato, seguite le regole del blocco invece di discutere sulla legalità delle criptovalute.

Imposte negli Emirati

Negli Emirati non esiste, di regola, un'imposta sul reddito delle persone fisiche. Una società è soggetta all'imposta societaria al 9 % sul reddito imponibile oltre 375.000 AED, con 0 % sotto la soglia; la registrazione presso la FTA è obbligatoria e la sanzione per la mancata registrazione nei termini è di 10.000 AED. Come si qualifica il reddito da asset virtuali per una società specifica, e se un'entità in zona franca può accedere al regime dello 0 % sul reddito qualificato, si decide caso per caso.

Quello che resta in Italia

È la parte che più si dimentica, e per gli italiani pesa più che per altri. Gli Emirati rientrano nell'elenco del DM 4 maggio 1999: per un cittadino italiano trasferito negli Emirati vale la presunzione di mantenimento della residenza fiscale italiana, con l'onere della prova a carico della persona. Tradotto: non basta l'iscrizione all'AIRE e un visto, serve dimostrare il trasferimento effettivo, e chi vende cripto-asset dopo il trasferimento deve saperlo prima, non alla prima verifica. Tra Italia ed Emirati esiste una convenzione contro le doppie imposizioni in vigore dal 5 novembre 1997, che regola i rapporti ma non cancella la presunzione. La posizione va costruita con il commercialista italiano prima di partire.

Documenti per una licenza

Descrizione dell'attività e del modello di business; struttura proprietaria fino ai titolari effettivi; documenti sull'origine del capitale; dati delle persone chiave e loro esperienza; politiche di compliance. I documenti italiani sono spesso accettati da regolatori e banche con traduzione in inglese; davanti ai tribunali e in certe procedure richiedono legalizzazione consolare e traduzione giurata in arabo, perché gli Emirati non aderiscono alla Convenzione dell'Aja.

Tempi

Nessuno può promettere quanto ci vorrà per la licenza o per l'apertura del conto: dipende dal regolatore, dalla banca, dalla completezza del fascicolo e dalla vostra storia. La regola pratica: costruire la storia dell'origine richiede più tempo di qualsiasi pratica formale, e si comincia da lì.

Quando i soldi non entreranno

  • Non c'è storia: asset comprati in contanti, tramite servizi anonimi o da sconosciuti.
  • Il percorso include mixer, piattaforme sanzionate o indirizzi listati.
  • Gli account sulle piattaforme sono intestati ad altre persone.
  • Gli importi non corrispondono alle fonti fiat documentate.

In questi casi l'onestà impone di dirlo subito: una banca emiratina non accetterà quei fondi, e nessun consulente lo cambia.

Domande frequenti

Serve una licenza per vendere i miei cripto-asset?

No. La licenza è per operare per conto di terzi: scambio, custodia, intermediazione, emissione.

Si può aprire un conto per un'attività cripto?

Sì, con licenza e documentazione pulita. La gamma di banche è limitata e la preparazione richiede tempo.

Le mie plusvalenze cripto sono tassate negli Emirati?

Per le persone fisiche, di regola, no. Una società paga il 9 % oltre 375.000 AED. La vostra posizione italiana, presunzione di residenza compresa, si analizza a parte e prima del trasferimento.

Questo è un quadro generale, non una consulenza legale. Il diritto emiratino cambia e le procedure differiscono tra emirati e zone franche. Ogni situazione viene esaminata separatamente.

Consulenza LaWEra Group

Il suo caso, nel concreto

Questo articolo risponde alla domanda generale. La sua risposta dipende da chi sono i suoi clienti, dove si trovano i soldi e che cosa è già firmato.

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