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Residenza fiscale a Dubai: requisiti, AIRE e presunzione del 1999

Aggiornato 4 min di lettura
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Foto: Leandro Barreto / Unsplash
Indice9
  1. Residenza fiscale negli Emirati: come si vince la presunzione del D.M. 1999
  2. Cosa guarda l'Italia
  3. Cosa guarda l'Emirato
  4. Le prove che vincono la presunzione
  5. L'anno del trasferimento
  6. Cosa fare, in ordine
  7. Cosa resta verso l'Italia
  8. Se avete una società
  9. Domande frequenti

Residenza fiscale negli Emirati: come si vince la presunzione del D.M. 1999

Per un italiano il trasferimento negli Emirati parte in salita. Gli Emirati rientrano nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999, e per chi vi sposta la residenza vale la presunzione di residenza fiscale in Italia (art. 2, comma 2-bis, TUIR): non è l'Agenzia delle Entrate a dover dimostrare che siete rimasti, siete voi a dover dimostrare che ve ne siete andati. Non è un divieto. È un carico probatorio, e si vince con i documenti giusti raccolti dal primo giorno.

Cosa guarda l'Italia

I criteri di residenza fiscale italiana si applicano per la maggior parte del periodo d'imposta: iscrizione anagrafica, domicilio inteso come luogo delle relazioni personali e familiari, residenza come dimora abituale, presenza fisica sul territorio. Ne basta uno. La cancellazione dall'anagrafe della popolazione residente e l'iscrizione all'AIRE sono il primo passo, ma da sole non bastano: con la presunzione del D.M. 1999 il fisco guarda oltre l'anagrafe, a dove vivono famiglia e interessi.

Cosa guarda l'Emirato

La FTA rilascia un certificato di residenza fiscale, richiesto tramite EmaraTax, a chi rispetta i criteri interni: in termini generali, avere negli Emirati la dimora abituale e il centro degli interessi finanziari e personali, oppure soddisfare condizioni di presenza fisica. Le soglie numeriche le confermiamo alla data attuale e non le citiamo a memoria. Il certificato è ciò che l'Agenzia delle Entrate chiederà quando sosterrete di non essere più residenti in Italia, ed è la porta d'accesso alla convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia ed Emirati, in vigore dal 1997.

Le prove che vincono la presunzione

  • Contratto di locazione o titolo di proprietà negli Emirati, utenze intestate, Emirates ID
  • Famiglia trasferita: iscrizione scolastica dei figli, residenza del coniuge
  • Lavoro o attività svolti negli Emirati, con contratto, ufficio, stipendio accreditato lì
  • Calendario dei giorni di presenza in Italia e negli Emirati, con timbri e carte d'imbarco
  • Conti, carte, abbonamenti, medico: la vita quotidiana a Dubai, non in Italia
  • Assenza di una casa a disposizione in Italia o, se c'è, prova che non è la dimora abituale

Il fascicolo si costruisce nel tempo, non prima di una verifica. Una prova ricostruita si riconosce, e una verifica sul trasferimento verso un Paese in elenco è tra le più probabili che riceverete.

L'anno del trasferimento

È l'anno in cui si sbaglia di più. Chi parte a ottobre ha passato la maggior parte del periodo d'imposta in Italia ed è residente italiano per quell'anno, con tassazione del reddito mondiale, compreso quanto guadagnato a Dubai, e la convenzione del 1997 a evitare la doppia imposizione. La data di partenza si sceglie con il calendario, non con il trasloco.

Cosa fare, in ordine

  1. Contare i giorni in Italia dell'anno in corso e decidere da quale periodo d'imposta si cessa di essere residenti.
  2. Rivedere il centro degli interessi: società, immobili, attività. Ciò che resta in Italia pesa.
  3. Decidere dove vive la famiglia e da quando.
  4. Ottenere visto di residenza ed Emirates ID.
  5. Costruire i fatti negli Emirati: casa, conti, attività, presenza.
  6. Iscriversi all'AIRE.
  7. Richiedere il certificato di residenza fiscale alla FTA quando i criteri sono rispettati.
  8. Presentare l'ultima dichiarazione da residente e, negli anni successivi, quella da non residente per i soli redditi di fonte italiana.

Cosa resta verso l'Italia

Finché siete residenti: tassazione del reddito mondiale e quadro RW per conti, partecipazioni e immobili all'estero, compresi quelli negli Emirati. Da non residenti: imposte in Italia solo sui redditi di fonte italiana, con le aliquote previste; il quadro RW non si applica più dal periodo in cui non siete residenti. Gli immobili in Italia continuano a pagare in Italia in ogni caso.

Se avete una società

Residenza della persona e residenza della società sono due esami. Una società emiratina amministrata di fatto dall'Italia può essere considerata residente in Italia — l'esterovestizione; una italiana amministrata da Dubai, il contrario. La società emiratina si registra all'imposta societaria presso la FTA a prescindere dal vostro status personale; il ritardo costa AED 10.000. Dove vi trovate quando prendete le decisioni è un fatto che entrambi i fischi chiederanno.

Domande frequenti

La Golden Visa mi rende residente fiscale negli Emirati?

No. È un permesso di soggiorno di lunga durata. La residenza fiscale la conferma la FTA con i propri criteri, e in Italia resta la presunzione da vincere.

Basta l'iscrizione all'AIRE?

No. È necessaria ma non sufficiente: la presunzione del D.M. 1999 si vince con la prova dei fatti, non con l'anagrafe.

Posso essere residente in entrambi i Paesi?

Può accadere. La clausola di risoluzione della convenzione del 1997 decide quale prevale: abitazione permanente, centro degli interessi vitali, soggiorno abituale, nazionalità.

Questo è un quadro generale, non una consulenza legale. Il diritto emiratino cambia e le procedure differiscono tra emirati e free zone. Ogni situazione viene esaminata separatamente.

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