QFZP: lo 0 % in free zone regge davanti al fisco?
Per un imprenditore italiano che sposta attività negli Emirati la domanda non è «quanto si paga», ma «reggerà». Reggerà davanti alla FTA, che concede lo 0 % solo a chi dimostra di meritarlo, e reggerà davanti all'Agenzia delle Entrate, che guarda con attenzione a chi trasferisce reddito verso un Paese a bassa tassazione. Le due verifiche chiedono la stessa cosa: sostanza reale. Questo articolo parte da lì.
La regola in due frasi
Lo 0 % spetta al Qualifying Free Zone Person e solo sul suo Qualifying Income. Tutto il resto del reddito imponibile della stessa società è tassato al 9 % dal primo dirham: la fascia allo 0 % sui primi AED 375.000 esiste solo per il contribuente ordinario e a un QFZP non si applica affatto (art. 3 del Decreto-Legge Federale n. 47 del 2022). Le condizioni in vigore sono nella Decisione Ministeriale n. 229 del 2025, che ha sostituito la n. 265 del 2023 con effetto retroattivo dal 1° giugno 2023.
La sostanza: dove le due verifiche coincidono
La FTA chiede che l'attività principale sia svolta nella free zone con personale, locali e spese adeguati al reddito. Il fisco italiano, dal lato opposto, può considerare residente in Italia una società estera amministrata di fatto dall'Italia: è il tema dell'esterovestizione, e la prova è la stessa — dove si prendono le decisioni, chi le prende, dove lavora chi produce il reddito. Una società con un amministratore che vive a Milano, riunioni su videochiamata e un indirizzo in zona franca fallisce entrambe le verifiche insieme. Una società con una squadra a Dubai, un ufficio vero e un consiglio che si riunisce lì le supera insieme. La struttura si progetta per questa doppia lettura fin dal primo giorno.
Per la persona fisica: la presunzione del D.M. 1999
Gli Emirati rientrano nell'elenco del D.M. 4 maggio 1999. Per il cittadino italiano che vi trasferisce la residenza vale la presunzione di residenza fiscale in Italia (art. 2, comma 2-bis, TUIR), e l'onere di provare il contrario è suo. Non è un divieto, è un carico probatorio: contratto di locazione, iscrizione AIRE, famiglia, conti, utenze, giorni di presenza. Chi resta residente in Italia dichiara la partecipazione nella società emiratina nel quadro RW. Tra i due Paesi è in vigore dal 1997 una convenzione contro le doppie imposizioni, che ripartisce la tassazione ma non la elimina.
Cosa deve dimostrare la società
- Reddito qualificato. Operazioni con altri soggetti di free zone che ne sono i beneficiari effettivi; attività qualificate con qualsiasi controparte, tra cui produzione e trasformazione, detenzione di partecipazioni, gestione di navi, servizi di sede e di tesoreria a parti correlate, logistica; una categoria limitata di proprietà intellettuale qualificata
- Attività escluse fuori dal perimetro. Operazioni con persone fisiche, gran parte delle attività bancarie, assicurative e finanziarie, la maggior parte delle operazioni immobiliari
- Soglia de minimis. Ricavi non qualificati non oltre il minore tra AED 5 milioni e il 5 % dei ricavi totali
- Bilancio revisionato. Condizione esplicita della Decisione Ministeriale n. 84 del 2025
- Prezzi di trasferimento a valore di mercato con documentazione, e nessuna rinuncia volontaria al regime
Un esempio con i numeri
Una società di free zone fattura AED 8 milioni, di cui AED 300.000 a un cliente mainland. Il 5 % dei ricavi è AED 400.000, inferiore a AED 5 milioni: la soglia è AED 400.000. La società resta QFZP; gli AED 300.000 pagano comunque il 9 % dal primo dirham perché non sono reddito qualificato. L'anno dopo il cliente mainland cresce a AED 500.000: soglia superata, status perso dall'inizio del periodo e per i quattro successivi, tutto il reddito imponibile al 9 % secondo le regole ordinarie. Non esiste una sanzione «per l'anno»: esiste la perdita di cinque anni.
Cosa fare, in ordine
- Mappare i flussi di ricavo previsti e classificarli contratto per contratto, non per la dicitura della licenza.
- Sommare i flussi non qualificati e confrontarli con la soglia.
- Dimensionare la sostanza in zona — persone, ufficio, spese — e documentarla: verbali, contratti di lavoro, locazione.
- Impostare fin dall'inizio una contabilità separata tra reddito qualificato e non qualificato.
- Incaricare il revisore e allineare il calendario della revisione alla dichiarazione.
- Registrare la società per l'imposta societaria presso la FTA tramite EmaraTax: la sanzione per registrazione tardiva è di AED 10.000. Lo status si richiede nella dichiarazione, non lo concede la zona.
- Ripetere il controllo della soglia ogni trimestre.
Quando lo 0 % non conviene
Se una quota rilevante dei clienti è nel mainland o si tratta di persone fisiche, la soglia salta e i costi di revisione e contabilità separata restano. Meglio il regime ordinario, con la sua fascia allo 0 % fino ad AED 375.000. Le imprese più piccole guardano anche allo Small Business Relief, per ricavi fino ad AED 3 milioni per periodo nei periodi che terminano entro il 31 dicembre 2029: non è però disponibile a un QFZP, quindi si sceglie uno dei due regimi.
Domande frequenti
La fascia di AED 375.000 allo 0 % vale per il mio reddito non qualificato?
No. Un QFZP paga il 9 % su tutto il reddito imponibile che non è Qualifying Income, dal primo dirham. La fascia riguarda solo i contribuenti fuori dal regime QFZP.
La società emiratina mi fa perdere la residenza fiscale italiana?
No. La residenza della persona si valuta a parte, con la presunzione del D.M. 1999 a carico di chi si trasferisce. Sono due verifiche distinte, con prove in parte comuni.
Si può recuperare lo status dopo averlo perso?
Non prima che siano trascorsi il periodo in corso e i quattro successivi.
Questo è un quadro generale, non una consulenza legale. Il diritto emiratino cambia e le procedure differiscono tra emirati e free zone. Ogni situazione viene esaminata separatamente.
