«Negli Emirati non ci sono tasse» è costata a molte società il 9 % dell'utile per diversi anni. C'è l'imposta societaria dal 2023, c'è l'IVA, e ci sono le regole italiane, che non si spengono quando si atterra a Dubai — anzi, per un italiano si accendono. La pianificazione fiscale, come la intendiamo, è un calcolo fatto prima di firmare: quale forma di società, quale status, quali flussi tra i Paesi e cosa si aspetterà di vedere ciascuna delle due amministrazioni.
Con cosa arrivano da noi
- Si sta progettando una società, e il fondatore vuole sapere in anticipo se pagherà il 9 % o rientrerà nello 0 % della free zone, e a quali condizioni.
- Una società già avviata, venduta come «zero», scopre che lo 0 % vale solo per il reddito qualificato e solo per una Qualifying Free Zone Person.
- Un imprenditore si è trasferito a Dubai, ma decide ancora tutto dall'Italia, e teme — a ragione — una contestazione di esterovestizione della società.
- Un cittadino italiano iscritto all'AIRE che ha scoperto la presunzione di residenza del DM 1999 e non sa come documentare la vita negli Emirati.
- Un gruppo con società in più Paesi si riorganizza e deve sapere cosa si perde a ogni confine.
Cosa facciamo, passo dopo passo
- Mappa dei flussi. Chi paga chi, per cosa e da quale Paese.
- Forma e status. Mainland, free zone, DIFC o ADGM. Per una società di free zone verifichiamo se lo status di Qualifying Free Zone Person è realistico: ricavi non qualificati non superiori al minore tra AED 5 milioni e il 5 % dei ricavi totali, bilancio revisionato obbligatorio, e 9 % dal primo dirham su tutto ciò che non qualifica: una QFZP non ha la soglia di AED 375.000. Dettagli: mainland o free zone e status QFZP.
- Agevolazioni che valgono davvero. Small Business Relief con ricavi fino ad AED 3 milioni, per periodi che terminano entro il 31.12.2029, ma non per una QFZP, non per i membri di gruppi multinazionali, e al prezzo di perdere il riporto delle perdite di quel periodo. Lo scaglione dello 0 % sui primi AED 375.000 di reddito imponibile è per i contribuenti ordinari. Vedi Small Business Relief e imposta societaria.
- Residenza e sostanza. Gli Emirati sono nell'elenco del DM 04.05.1999: per un cittadino italiano trasferito lì vale la presunzione di residenza fiscale italiana, e l'onere di provare il contrario è suo. Per la società, il rischio speculare è l'esterovestizione: se la sede dell'amministrazione è di fatto in Italia, l'Agenzia può trattarla come residente italiana. Costruiamo la struttura in modo che la risposta «gestita negli Emirati» sia vera e documentabile. Vedi residenza fiscale e DIFC e ADGM.
- Raccordo con l'Italia. La convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia ed Emirati è in vigore dal 05.11.1997; gli Emirati non sono nell'elenco UE delle giurisdizioni non cooperative. Prepariamo il lato emiratino — status fiscale, documentazione della residenza, valori per il quadro RW — e lo consegniamo al suo commercialista, che applica la normativa italiana.
- IVA. L'iscrizione è obbligatoria quando le operazioni imponibili superano AED 375.000 in 12 mesi, volontaria da AED 187.500. Vedi IVA negli Emirati.
- Piano scritto. Struttura, status, flussi e un calendario degli adempimenti nei due Paesi.
Cosa ottiene
- Un calcolo del carico fiscale per ogni opzione di struttura, con le cifre degli Emirati e un elenco di punti da verificare in Italia.
- Una scelta motivata di forma e status, invece di «una zona con lo zero».
- La documentazione per provare la gestione negli Emirati e applicare la convenzione.
- Un calendario: iscrizione alla FTA, dichiarazioni, revisione e le date degli adempimenti italiani.
Cos'altro seguiamo sul fisco
- Consulenza su imposta societaria, IVA e accise.
- Registrazione della società presso la Federal Tax Authority (FTA); la registrazione tardiva comporta una sanzione di AED 10.000.
- Prezzi di trasferimento: operazioni tra società collegate.
- Assistenza durante le verifiche della FTA.
Cosa facciamo noi e cosa resta a lei
Calcoliamo, proponiamo opzioni e prepariamo documenti. Lei fornisce dati completi e onesti: fatturato reale, controparti reali, il luogo reale in cui si prendono le decisioni. Un piano costruito su cifre lusinghiere crolla alla prima richiesta della FTA, della banca o dell'Agenzia delle Entrate. Aliquote e condizioni le fissa la legge; non possiamo rendere QFZP una società senza reddito qualificato, né spegnere i suoi obblighi in Italia. La parte italiana la coordiniamo con il suo consulente; la responsabilità di quelle dichiarazioni resta a chi le presenta.
Quando diciamo di no
- Quando la richiesta è «zero tasse a qualsiasi costo». Lo 0 % esiste solo per una QFZP e solo sul reddito qualificato; il resto è 9 %.
- Quando la struttura deve esistere sulla carta, senza attività reale negli Emirati. Non regge né alla FTA, né alla banca, né all'Agenzia delle Entrate: è il caso da manuale di esterovestizione.
- Quando il piano si basa sul nascondere redditi o beni al fisco italiano. Lavoriamo nella legge di entrambi i Paesi.
- Quando si vuole frazionare l'attività in più società per restare sotto lo Small Business Relief: la legge lo chiama abuso.
- Quando un gruppo con ricavi consolidati da EUR 750 milioni in su si aspetta che aggiriamo l'imposta minima del 15 %. Non c'è modo.
Come iniziare
La prima consulenza è gratuita. Ci scriva su WhatsApp o Telegram al +971 58 600 98 87. Descriva i flussi: da dove arriva il denaro, dove va, dove vive il fondatore, se ci sono società in altri Paesi. Le diremo quali opzioni esistono, quanto costa ciascuna in imposte e cosa vorrà vedere la banca. Per esaminare prima la sua situazione, usi il percorso guidato della pagina principale.
⚠️ Questa è la descrizione di un servizio, non una consulenza fiscale. La normativa fiscale degli Emirati e dell'Italia cambia, e le condizioni differiscono tra free zone. Ogni situazione viene esaminata singolarmente.