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Pianificazione fiscale negli Emirati — LaWEra Group

«Negli Emirati non ci sono tasse» è costata a molte società il 9 % dell'utile per diversi anni. C'è l'imposta societaria dal 2023, c'è l'IVA, e ci sono le regole italiane, che non si spengono quando si atterra a Dubai — anzi, per un italiano si accendono. La pianificazione fiscale, come la intendiamo, è un calcolo fatto prima di firmare: quale forma di società, quale status, quali flussi tra i Paesi e cosa si aspetterà di vedere ciascuna delle due amministrazioni.

Con cosa arrivano da noi

Cosa facciamo, passo dopo passo

  1. Mappa dei flussi. Chi paga chi, per cosa e da quale Paese.
  2. Forma e status. Mainland, free zone, DIFC o ADGM. Per una società di free zone verifichiamo se lo status di Qualifying Free Zone Person è realistico: ricavi non qualificati non superiori al minore tra AED 5 milioni e il 5 % dei ricavi totali, bilancio revisionato obbligatorio, e 9 % dal primo dirham su tutto ciò che non qualifica: una QFZP non ha la soglia di AED 375.000. Dettagli: mainland o free zone e status QFZP.
  3. Agevolazioni che valgono davvero. Small Business Relief con ricavi fino ad AED 3 milioni, per periodi che terminano entro il 31.12.2029, ma non per una QFZP, non per i membri di gruppi multinazionali, e al prezzo di perdere il riporto delle perdite di quel periodo. Lo scaglione dello 0 % sui primi AED 375.000 di reddito imponibile è per i contribuenti ordinari. Vedi Small Business Relief e imposta societaria.
  4. Residenza e sostanza. Gli Emirati sono nell'elenco del DM 04.05.1999: per un cittadino italiano trasferito lì vale la presunzione di residenza fiscale italiana, e l'onere di provare il contrario è suo. Per la società, il rischio speculare è l'esterovestizione: se la sede dell'amministrazione è di fatto in Italia, l'Agenzia può trattarla come residente italiana. Costruiamo la struttura in modo che la risposta «gestita negli Emirati» sia vera e documentabile. Vedi residenza fiscale e DIFC e ADGM.
  5. Raccordo con l'Italia. La convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia ed Emirati è in vigore dal 05.11.1997; gli Emirati non sono nell'elenco UE delle giurisdizioni non cooperative. Prepariamo il lato emiratino — status fiscale, documentazione della residenza, valori per il quadro RW — e lo consegniamo al suo commercialista, che applica la normativa italiana.
  6. IVA. L'iscrizione è obbligatoria quando le operazioni imponibili superano AED 375.000 in 12 mesi, volontaria da AED 187.500. Vedi IVA negli Emirati.
  7. Piano scritto. Struttura, status, flussi e un calendario degli adempimenti nei due Paesi.

Cosa ottiene

Cos'altro seguiamo sul fisco

Cosa facciamo noi e cosa resta a lei

Calcoliamo, proponiamo opzioni e prepariamo documenti. Lei fornisce dati completi e onesti: fatturato reale, controparti reali, il luogo reale in cui si prendono le decisioni. Un piano costruito su cifre lusinghiere crolla alla prima richiesta della FTA, della banca o dell'Agenzia delle Entrate. Aliquote e condizioni le fissa la legge; non possiamo rendere QFZP una società senza reddito qualificato, né spegnere i suoi obblighi in Italia. La parte italiana la coordiniamo con il suo consulente; la responsabilità di quelle dichiarazioni resta a chi le presenta.

Quando diciamo di no

Come iniziare

La prima consulenza è gratuita. Ci scriva su WhatsApp o Telegram al +971 58 600 98 87. Descriva i flussi: da dove arriva il denaro, dove va, dove vive il fondatore, se ci sono società in altri Paesi. Le diremo quali opzioni esistono, quanto costa ciascuna in imposte e cosa vorrà vedere la banca. Per esaminare prima la sua situazione, usi il percorso guidato della pagina principale.

⚠️ Questa è la descrizione di un servizio, non una consulenza fiscale. La normativa fiscale degli Emirati e dell'Italia cambia, e le condizioni differiscono tra free zone. Ogni situazione viene esaminata singolarmente.